ADDESTRAMENTO DEI SISTEMI META AI E DIRITTO DI OPPOSIZIONE – 260525

Team Privacy i-law

Lo scorso 14 aprile 2025 Meta, azienda titolare delle piattaforme social Facebook, Instagram e Whatsapp, ha annunciato l’inizio, a partire dalla fine di maggio 2025, del processo di addestramento dei propri modelli di Intelligenza Artificiale generativa, utilizzando i contenuti pubblici (come post e commenti) condivisi sui propri social network dagli utenti adulti nell’Unione Europea.

Stando a quanto comunicato, sono esclusi i contenuti pubblicati da utenti minorenni, così come i messaggi privati scambiati con gli altri utenti, mentre verranno impiegate anche le interazioni con Meta AI (quindi domande e richieste rivolte al chatbot), fatta salva la possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati.

L’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di raccogliere una base dati il più possibile ampia e variegata per permettere ai modelli di AI di “comprendere e riflettere meglio le diverse culture, lingue e storie”.

Di seguito il link dell’annuncio di Meta:

Nel fare seguito a tale annuncio, il Garante Italiano per la Protezione dei Dati Personali, con comunicato stampa del 26 aprile scorso pubblicato sul proprio sito istituzionale, ha rilanciato la nota di Meta per cui, dalla fine di maggio 2025, l’azienda americana addestrerà i propri sistemi di AI utilizzando i dati personali degli utenti maggiorenni – e i non utenti i cui dati possono essere comunque presenti su Facebook e Instagram – che non si saranno opposti.

Di seguito il link al Comunicato stampa del GPDP:

https://www.gpdp.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10125702

In particolare, viene precisato che, se il diritto di opposizione – valevole anche nei confronti di altri sistemi di IA come ad es. OpenAI, DeepSeek, Google – previsto dall’art. 21 del GDPR, verrà esercitato prima del 31 maggio, saranno sottratte all’utilizzo per fini di addestramento dell’AI tutte le informazioni personali; diversamente, nel caso in cui l’opposizione fosse esercitata successivamente produrrà effetti preclusivi solo in relazione ai contenuti pubblicati dal 1° giugno 2025 e non a quelli già online.

Il Garante, in sostanza, si è limitato a comunicare quanto già annunciato da Meta in precedenza, specificando la facoltà per gli utenti (e i non utenti) dei social network dell’azienda americana di poter esercitare il diritto di opposizione al trattamento dei dati personali ai fini dell’addestramento, compilando gli appositi moduli disponibili ai link indicati nel proprio comunicato stampa. Al contempo, il GDPD ha anticipato l’avvio di un’analisi congiunta con le altre Autorità europee diretta a valutare la conformità del trattamento dei dati personali da parte di Meta sulla base del legittimo interesse.

Le zone d’ombra sulla questione sono, tuttavia, molteplici. 

A mero titolo esemplificativo: cosa potrebbe accadere nel caso in cui un utente abbia esercitato il diritto di opposizione ma venisse pubblicato del materiale fotografico che lo ritrae o venisse menzionato in un commento pubblicato da un altro utente che, invece, non si è opposto?; oppure, se un soggetto non utente che ha comunque esercitato l’opposizione venisse taggato in una foto o in un post da un utente che non abbia fatto lo stesso?; il sistema organizzato da Meta sarebbe così sofisticato da fare da “filtro” e non trattare il dato derivante da quella foto o da quel post?; ancora, quali sarebbero le modalità tecnico operative con le quali poter esercitare il diritto di opposizione per conto del minore?; inoltre, poiché l’AI Meta è stata recentemente implementata anche su WhatsApp, potrebbero essere a rischio anche i dati utilizzati a seguito dell’interazione con tale chatbot sull’app di messaggistica?; potrebbero essere a rischio anche i messaggi inviati/ricevuti?; in quest ultimo caso, oltre ad un profilo strettamente personale, qualora venissero inviati/ricevuti messaggi aventi ad oggetto questioni lavorative, potrebbero esserci dei rischi anche da un punto di vista professionale?

Il Garante italiano, da parte sua, non ha fatto nulla per dipanare dubbi e perplessità, non avendo assunto, al momento, alcuna presa di posizione nei confronti di Meta, o fornito maggiori chiarimenti su quanto annunciato dall’azienda americana.

Il Garante avrebbe potuto (anzi probabilmente dovuto), ad esempio, impedire in via provvisoria a Meta il trattamento dei dati dei cittadini italiani, in attesa del completamento dell’istruttoria eseguita in coordinamento con i Garanti degli altri paesi dell’UE finalizzata alla verifica della legittimità dell’addestramento. 

Appare, quindi, quantomai opportuno informarsi attentamente sulle modalità con cui i dati degli utenti (e non) potrebbero essere utilizzati da Meta, valutando concretamente, anche in forma di autotutela, l’opportunità di esercitare in autonomia il diritto di opposizione; questo è quanto sicuramente i componenti del Privacy Team faranno individualmente.

Buona lettura o, meglio, buona opposizione a tutti.

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